Relazioni sindacali, il Tribunale dà ragione all’Istituto Assistenza Anziani: respinti i ricorsi di CISL FP Verona e CSA CISAL Verona

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Il Presidente Franco Balbi: «Non abbiamo voluto favorire un sindacato, ma mantenere un rapporto sereno con i lavoratori. È un valore che si traduce anche in beneficio per i nostri ospiti»

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26 Agosto 2026

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Una controversia nata, di fatto, da uno scontro tra organizzazioni sindacali sulla rappresentanza e sugli spazi di partecipazione all’interno dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona. Da una parte CISL FP Verona e CSA CISAL Verona, firmatarie del contratto nazionale; dall’altra FP CGIL, che non aveva sottoscritto il CCNL Funzioni Locali 2022-2024 ma che all’interno dell’IAA rappresenta una componente molto significativa dei lavoratori.

In mezzo, l’Istituto Assistenza Anziani, chiamato a gestire una contrapposizione tra sigle sindacali senza comprimere i diritti di nessuno e senza rinunciare a un principio ritenuto essenziale: mantenere aperto il dialogo con l’Organizzazione Sindacale che rappresenta una parte rilevante dei propri dipendenti.

La scelta dell’IAA è stata quella di tracciare un confine preciso: nessuna partecipazione della CGIL non firmataria alla contrattazione integrativa, riservata alle organizzazioni aventi titolo, ma mantenimento dei diritti di informazione e di un canale di dialogo con la sigla fortemente rappresentativa all’interno dell’Ente.

Una decisione che CISL FP Verona e CSA CISAL Verona hanno contestato davanti al Tribunale, chiedendo che venisse dichiarata antisindacale.

Il Tribunale di Verona, con decreto del 20 agosto 2026, ha rigettato entrambi i ricorsi, riconoscendo la correttezza dell’impostazione seguita dall’Istituto.

«La nostra scelta è partita da un dato molto semplice – commenta il presidente dell’Istituto Assistenza Anziani, Franco Balbi – FP CGIL, pur non avendo aderito a quel CCNL, rappresenta circa la metà dei lavoratori sindacalizzati dell’Istituto ed esprime la maggioranza assoluta della RSU. Non potevamo far finta che quelle persone e quella rappresentanza non esistessero. Questo non significa sedere tutti allo stesso tavolo della contrattazione, perché le regole su questo sono chiare e noi le abbiamo sempre rispettate. Significa però ritenere corretto mantenere aperti informazione e dialogo».

È proprio questa distinzione ad essere stata al centro della vicenda.

A giugno, in occasione dell’informativa sul Piano triennale dei fabbisogni di personale, l’IAA aveva trasmesso la documentazione anche alla FP CGIL. Al successivo tavolo del 9 giugno, tuttavia, la CGIL non era stata convocata: l’incontro era stato riservato alle organizzazioni firmatarie e alla RSU. Nonostante questa separazione, i rappresentanti delle sigle firmatarie contestarono la scelta dell’Istituto e abbandonarono il tavolo.

Da quell’episodio sono nati i ricorsi di CISL FP Verona e CSA CISAL Verona, con la richiesta al giudice di vietare all’IAA di fornire informazioni e di intrattenere forme di confronto con organizzazioni non firmatarie del CCNL.

Per l’Istituto, la vertenza ha così finito per portare nelle aule di giustizia quello che era, nella sostanza, uno scontro tra organizzazioni sindacali sui rispettivi spazi di rappresentanza e partecipazione.

Il Tribunale ha confermato la distinzione sostenuta dall’IAA fin dall’inizio: una cosa è la contrattazione integrativa, riservata ai soggetti individuati dal CCNL; altra cosa sono informazione e confronto, che costituiscono strumenti diversi di partecipazione sindacale.

Con particolare riferimento al Piano triennale dei fabbisogni, il giudice ha riconosciuto che l’Istituto, trasmettendo l’informativa anche alla FP CGIL senza però convocarla al tavolo riservato alle organizzazioni firmatarie, ha agito correttamente e nel rispetto delle norme.

«Sono contento che il Tribunale abbia compreso la ratio della nostra scelta – prosegue Balbi –. Non volevamo attribuire alla CGIL prerogative che non le spettavano, né togliere alcunché alle organizzazioni firmatarie. Abbiamo cercato una soluzione equilibrata: rispetto rigoroso delle regole della contrattazione e, contemporaneamente, disponibilità ad ascoltare una rappresentanza sindacale che ha un peso evidente all’interno dell’Istituto».

«Non abbiamo mai voluto accontentare o favorire un sindacato – aggiunge il presidente –. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di preservare un rapporto sereno e costruttivo con i rappresentanti dei lavoratori. In una realtà come la nostra, il clima interno, la qualità del dialogo e la collaborazione tra chi ogni giorno opera nei servizi non sono questioni astratte: si riflettono direttamente sulla qualità dell’assistenza e, quindi, sul benessere dei nostri ospiti».

«Mi rammarico che una normale dialettica tra organizzazioni sindacali abbia finito per trasformarsi in una causa contro l’Istituto e, soprattutto, che si siano persi mesi preziosi durante per la contrattazione in una contrapposizione che poco aveva a che vedere con i problemi concreti dei lavoratori – conclude Balbi –. Avremmo preferito dedicare quel tempo e quelle energie al confronto sui temi che riguardano davvero il personale e i servizi che ogni giorno siamo chiamati a garantire. La decisione del Tribunale ci conforta nel ritenere che la strada del dialogo, quando viene percorsa nel rispetto dei ruoli e delle regole, sia quella giusta».

L’Istituto Assistenza Anziani continuerà pertanto a gestire le relazioni sindacali secondo gli stessi principi: rispetto delle prerogative previste dal contratto, pluralismo, trasparenza e disponibilità al confronto, nell’interesse dei lavoratori, del buon funzionamento dell’Ente e, prima di tutto, degli ospiti e delle loro famiglie.

Ultimo aggiornamento: 31/08/2026, 16:08