Descrizione
Verona, 16 settembre 2026 - In relazione alle dichiarazioni e alle iniziative pubbliche della consigliera Patrizia Bisinella e dell’onorevole Flavio Tosi sulla situazione della cucina di Villa Monga, riteniamo necessario ricondurre il confronto ai fatti, agli accertamenti effettuati e agli interventi concretamente messi in campo dall’Istituto. Siamo stati in silenzio, in queste settimane Il nostro silenzio di questi giorni è servito a concentrare ogni energia nel trovare la soluzione più adatta. Quando si parla di persone anziane, delle loro famiglie e della qualità dell’assistenza che viene loro garantita, la prima responsabilità di tutti dovrebbe essere quella di fornire informazioni precise e verificate, evitando di trasformare una criticità reale e seria in uno strumento di polemica politica. Gli insetti rinvenuti non sono stati trovati nei piatti né nei pasti somministrati agli ospiti. I campionamenti e i tamponi effettuati sugli alimenti hanno dato esito negativo rispetto alla presenza delle contaminazioni batteriche ricercate e dagli accertamenti non risulta un giudizio dell’autorità sanitaria che abbia definito il cibo somministrato agli ospiti pericoloso o di scarsa qualità. Questo non significa negare o minimizzare il problema, ma raccontarlo per quello che è e affrontarlo con responsabilità. La problematica era conosciuta e monitorata dall’Istituto e proprio per questa ragione nel corso del 2026, prima dell’ispezione, erano già stati effettuati otto interventi ordinari di disinfestazione, il 28 gennaio, 24 febbraio, 27 marzo, 21 aprile, 11 maggio, 18 giugno, 14 luglio e 12 agosto, ai quali si erano aggiunti due interventi straordinari, il 6 maggio e il 18 agosto. L’intervento straordinario del 18 agosto, sulla base delle verifiche immediatamente successive, sembrava avere prodotto gli effetti attesi. La successiva ricomparsa del problema ha reso evidente la necessità di andare oltre gli interventi periodici e affrontare le cause strutturali legate anche alla vetustà degli ambienti. È inoltre falso sostenere che l’Istituto sia rimasto fermo: già con determinazione n. 164 del 14 aprile 2026 era stato affidato a un professionista specializzato un incarico per un’analisi complessiva dello stato delle strutture, della manutenzione, della vetustà e dell’obsolescenza, comprendendo espressamente anche la cucina, con l’obiettivo di individuare gli interventi necessari e quantificarne i costi. Il nostro obiettivo è agire nella massima trasparenza, senza nascondere alcuna criticità e informando correttamente ospiti e famiglie. Allo stesso tempo siamo in attesa dei preventivi, delle valutazioni tecniche e dei necessari riscontri che consentano di individuare e mettere in campo una soluzione definitiva e strutturale, sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. Serietà significa anche questo: non promettere soluzioni improvvisate, ma costruire un intervento che possa risolvere realmente e in maniera duratura il problema. C’è poi un altro aspetto sul quale intendiamo fare piena chiarezza. Le immagini rese pubbliche da Flavio Tosi appaiono riferibili a una situazione precedente agli ultimi interventi di disinfestazione e occorrerà accertare come siano state acquisite, quando siano state realizzate e se provengano dall’interno della struttura
È su questo punto che respingiamo con fermezza ogni forma di sciacallaggio politico: le criticità vanno denunciate, certamente, ma soprattutto vanno segnalate tempestivamente a chi ha la responsabilità e gli strumenti per intervenire. Utilizzare immagini non contestualizzate nel tempo, omettere gli interventi già effettuati e rappresentare una situazione complessa come se nulla fosse stato fatto significa alimentare paura e sfiducia nelle famiglie anziché contribuire concretamente alla soluzione del problema. Tra il 2020 e il 2023 l’Ente ha inoltre registrato risultati di bilancio negativi, circostanza che ha fortemente limitato la possibilità di affrontare investimenti strutturali di dimensioni rilevanti. Nel 2025 il bilancio è stato riportato in utile e nel 2026 è stato possibile accantonare un “Fondo ripristini manutenzioni e lavori vari” di 500 mila euro. Proprio il riequilibrio dei conti ha consentito di tornare a programmare investimenti importanti e l’intervento sulla cucina è stato individuato tra le priorità. L’Amministrazione e l’Istituto stanno quindi lavorando contemporaneamente per garantire nell’immediato la piena sicurezza e continuità del servizio di ristorazione e per arrivare nel minor tempo possibile, una volta acquisiti preventivi e riscontri tecnici, a una soluzione strutturale e duratura degli ambienti della cucina. Su questo non ci saranno esitazioni. Non abbiamo alcuna intenzione di nascondere i problemi: intendiamo affrontarli con trasparenza, assumendoci le nostre responsabilità e mettendo in campo le soluzioni necessarie. Allo stesso modo, però, non accettiamo che una vicenda così delicata venga utilizzata come terreno di scontro politico sulla pelle degli anziani, dei loro familiari e dei lavoratori dell’Istituto. La tutela degli ospiti viene prima della ricerca di visibilità, prima delle polemiche e prima di ogni tentativo di gettare fango sull’Istituto. Le criticità si affrontano e si risolvono con i fatti, non con lo scandalo costruito a posteriori.